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Camminando

Cammino senza una meta. Lo faccio spesso quando cerco qualcosa che non si può trovare. Vago di giorno, di pomeriggio, di sera con la nebbia che mi schiaffeggia, con il brio dell'aria che mi entra nei polmoni, con l'umido nel naso. Qui è già inverno. Cammino a denti stretti e cerco di distrarmi in mezzo alla gente, prendendo parte a discorsi senza senso... giusto così, per stare in compagnia. Una compagnia senza pretese, fatta per sorridere di niente.
Qualcosa si sta rompendo dentro me, indipendentemente da una decisione importante da prendere, qualcosa è inevitabilmente perduto in me. Ma cammino e cerco di non badarci. Cammino perché siano le gambe a lavorare e non il cervello. Cammino affinché i ricordi saltino via da questo treno impazzito che è la mia mente. Poi realizzo che infondo non è niente, che cambia poco, ma subito dopo contraggo il visto in una smorfia di dolore per contenere le lacrime.
Dentro di me è il gelo e quello siberiano non è mai stato tanto pungente quanto il mio, perché c'è di più triste e sola di un'anima che si sente abbandonata.

Pubblicato il 29/11/2011 alle 23.53 nella rubrica Diario.

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