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Martenot-Neon [così è se mi pare]
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Curiosità
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29 novembre 2011
sentimenti
Camminando
Cammino senza una meta. Lo faccio spesso quando cerco qualcosa che non si può trovare. Vago di giorno, di pomeriggio, di sera con la nebbia che mi schiaffeggia, con il brio dell'aria che mi entra nei polmoni, con l'umido nel naso. Qui è già inverno. Cammino a denti stretti e cerco di distrarmi in mezzo alla gente, prendendo parte a discorsi senza senso... giusto così, per stare in compagnia. Una compagnia senza pretese, fatta per sorridere di niente.
Qualcosa si sta rompendo dentro me, indipendentemente da una decisione importante da prendere, qualcosa è inevitabilmente perduto in me. Ma cammino e cerco di non badarci. Cammino perché siano le gambe a lavorare e non il cervello. Cammino affinché i ricordi saltino via da questo treno impazzito che è la mia mente. Poi realizzo che infondo non è niente, che cambia poco, ma subito dopo contraggo il visto in una smorfia di dolore per contenere le lacrime.
Dentro di me è il gelo e quello siberiano non è mai stato tanto pungente quanto il mio, perché c'è di più triste e sola di un'anima che si sente abbandonata.



permalink | inviato da Martenot-Neon il 29/11/2011 alle 23:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
28 novembre 2011
sentimenti
Sotto scacco
Ormai non so più cosa fare, sembra che qualunque mossa faccia mi porti alla fine del gioco.
Se me ne vado mi tengo lei, ma perdo tutto ciò che ho.
Se resto tengo tutto ciò che ho eccetto lei.
Se aspettiamo rischiamo di logorarci.

Tutto mi ricorda lei qui. Tutto.



permalink | inviato da Martenot-Neon il 28/11/2011 alle 9:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
27 novembre 2011
DIARI
Un minuto di pioggia
Qualcosa ancora sfuma e forse non è fatto per essere lineare. Il suo alone misterioso durerà fino alla fine dei miei giorni? Non lo so, però fa male. Eppure è necessario.
E allora il male me lo faccio passare, tra la gente, con i libri, con la musica.
Poi però mi viene da piangere, ma è solo un attimo.
Io ci credo sempre.
Io ci voglio credere sempre.
Io non voglio lasciare.
Eppura so che questa volta posso perdere, ma la mia vita non cambierà. O forse è cambiata prima che potessi accorgermene: il passato è dentro me, il futuro là fuori, chissà dove. Colei che amo non se ne dà pace ed io non posso farci niente.



permalink | inviato da Martenot-Neon il 27/11/2011 alle 10:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
16 ottobre 2011
DIARI
senza titolo
Completamente sfasato
brancolo allegramente
(anche se non troppo)
sul viale della vita.
Non è il senso di morte mi perturba,
(infondo chi ne sa niente della morte?)
ma il proseguio di qualcosa che,
purtroppo, non intende cominciare.
Io ci provo, se non altro per dare
senso a qualcosa di indefinito.

Vivo quotidianamente il mio paradosso,
lo subisco e me ne dolgo un po',
eppure la mia tempra mi imedisce di essere deluso,
come e perché non lo so.



permalink | inviato da Martenot-Neon il 16/10/2011 alle 22:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
22 luglio 2011
diari di viaggio
A szép város #5
Il grande caldo pare essere passato, eppure siamo nella seconda metà di luglio. C'è un'atmosfera settembrina: mi ricorda i primo momenti del mio erasmus quando la mattina annusavo l'aria leggermente frizzantina lungo il cammino per l'univeristà. Dovrei essere incazzato, dovrei pensare: "Ma cazzo, sono partito che c'erano 40 gradi e mi ritrovo con l'autunno alle porte nel mese di luglio!". Che volete che sia, non riesco ad essere incazzato con questo posto. Si, mi tocca affrontare 20 gradi con gli infradito ai piedi, ma tutto sommato non è poi così male. Probabilmente se fossi stato in Italia ne avrei dette di tutti i colori, forse perché qui riesco a fare un minimo di 20 minuti di camminata giornaliera, abbastanza da farmi stare meglio.
Tante cose mi riportano a due anni fa... per esempio parte della musica che ho ancora nel mio lettore mp3. Chissà che questa non sia l'ultima volta che provo queste piccole sensazioni che mi riportano ai miei momenti più felici. C'è qualcosa di quieto nell'aria anche nel vento che preannuncia la tempesta.
Io non ho paura e non voglio stare fermo, lascio che tutto vada per il suo verso: di ragionamenti ne ho già fatti tanti, mi hanno stancato.
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IL CANNOCCHIALE